Professional story

Ho iniziato la mia carriera come architetto da Renzo Piano, col quale ho lavorato fino al 1994.
Il mio interesse professionale è sempre stato caratterizzato da un approccio olistico alla progettazione, che utilizza strumenti e metodi da varie discipline del design e promuove il continuo aggiornamento sugli aspetti tecnologici, sociali e comportamentali della contemporaneità. E’ un approccio che applico in tutti i miei progetti e che si avvicina al “behavioral design”, un modo di progettare definito dalla necessità di comprendere desideri, bisogni e aspettative dell’utente finale. Un metodo progettuale che utilizza molti strumenti del Design dei Servizi, l’ambito di progettazione più avanzato per analizzare, strutturare e sviluppare l’interazione fra le persone. Questo modo di lavorare mi ha avvicinato anche al Politecnico di Milano, dove ho lavorato dapprima nella Facoltà di Interior Design e dal 2005 al Master in Product Service System Design, al Laboratorio di Sintesi Finale.

Why I'm a Pacoer

Forse dovrei cominciare dal dire che sono stato uno dei due ideatori di PACO: il punto di partenza è stato il voler riunire una serie di professionisti “like-minded” che vedono nel design non solo un agente di cambiamento, ma anche come una competenza di base per la crescita di ogni individuo.
Credo fermamente che stiamo vivendo in un’epoca di profonda trasformazione, dove ogni aspetto tangibile e intangibile della nostra vita cambierà per l’impatto sempre più invasivo della tecnologia digitale: sta a noi decidere utilizzarla per creare una società di consumatori sempre più passivi o se vogliamo dare ad ognuno la possibilità di contribuire ad un futuro più sostenibile.